Il 2008 di Doni. Un anno denso. Ma fortunato, per lo più. Alexander Donieber Marangon — soprannominato Doni — ha vissuto dodici mesi pieni, con la maglia giallorossa sulle spalle. Ha pure accumulato 500 minuti di imbattibilità in serie A, tra la 10a e la 17a giornata del torneo in corso. Donieber — il primo nome del giocatore — è stato il secondo romanista più presente nel corso del 2008, dopo De Rossi. Ammontano infatti a 50 le presenze totali del portiere. Tutte — come detto — con la Roma. Doni è sceso in campo 36 volte in campionato. Da gennaio a maggio, ha collezionato 21 apparizioni; da agosto a dicembre, 15. E' stato escluso dal computo il match Roma-Sampdoria, sospeso il 29 ottobre. In Champions League, il brasiliano non ha mai disertato una partita. Ha disputato 10 gare europee; 4 nel corso della prima parte dall'anno, 6 durante la seconda. La Coppa Italia completa il quadro. Il portiere ha raccolto 3 presenze, tutte nell'arco dei primi sei mesi del 2008. Infine, occorre aggiungere la partita unica valevole per la Supercoppa Italiana.
GOL SUBITI — Nei trecentosessantacinque giorni in esame, Doni ha incassato in media poco più di una rete a partita. Nel complesso, ha infatti subìto 53 gol in 50 gare. In campionato, ha incamerato 39 reti; 19 delle quali sino a giugno, 20 da agosto. In Champions, ha raccolto 11 volte il pallone dalla propria porta. In 6 occasioni, tra febbraio e aprile; in 6, tra settembre e dicembre. La situazione viene definita da 1 gol subìto in Coppa Italia, prima dell'estate; e dai 2 presi fino al 90' minuto della sfida di Supercoppa. Anche gli infortuni hanno frenato il numero 32, nell'annata in corso. Nell'ordine, una distorsione al ginocchio destro all'altezza del legamento collaterale, una ferita alla nuca — che ha reso necessaria l'applicazione di quattro punti di sutura — e la pubalgia sono state superate dal calciatore.
FAMIGLIA — Doni è un ragazzo tranquillo, cui piace trascorrere il proprio tempo libero con la famiglia. Ha due figli. Una bimba — Camilla — e un bimbo — Nicolas —, più piccolo. La moglie Talita è giornalista. Ma negli ultimi tempi si dedica in particolar modo al ruolo di mamma. Donieber si ritrova spesso con alcuni compagni di squadra. Preferisce incontrarsi con i connazionali, Cicinho e Juan. Conduce una vita «da uomo normale, che accompagna i figli a scuola e va in un centro commerciale a fare la spesa», ha raccontato lui stesso a Il Messaggero.
CARRIERA — Durante il 2008, il portiere ha rinnovato il contratto con la società giallorossa, firmando a maggio un accordo di durata quadriennale. Dunque, Doni vestirà i colori della Roma fino al 2012. L'ingaggio del giocatore lieviterà annualmente da 2,1 a 2,4 milioni di euro netti. Il ragazzo nato a Jundiaí il 22 ottobre del 1979 ha ripercorso la propria carriera in un'intervista rilasciata a Globo TV. «Ho cominciato a giocare all'età 16 anni nel Paulista di Jundiai. Ho dovuto lavorare molto. Ci vuole tempo per specializzarsi. Da quando avevo 7-8 anni ho sempre fatto il portiere. Ho provato anche a giocare in attacco, ma non ci sono riuscito, non avevo le capacità. A 19 anni sono andato al Botafogo de Ribeirao Preto. La mia prima partita è stata la finale della serie B del campionato paulista. Abbiamo vinto e siamo stati promossi in serie A. Essere portiere è difficile. Quello che conta è l’esperienza. Mi ricordo la prima volta che ho giocato una finale davanti a 60 mila persone, tremavo. All’inizio era complicato. Comunque io non vorrei che mio figlio diventasse un portiere, è molto difficile. Prendere gol non è bello... È meglio essere attaccanti», il racconto.
LA SVOLTA — Con il Corinthians, Doni — ventiquattrenne — aveva pressoché raggiunto la Seleçao. Nel corso di una partita contro il Santos, Donieber prese parte ad una rissa con Fabiano, uno degli attaccanti avversari. Doni fu allora squalificato per cinque mesi e dovette abbandonare l'idea di vestire la maglia verdeoro. Si trasferì alla Juventude di Caxias. Incontrò presto Antonio Carlos Zago, difensore campione d'Italia con la Roma nel 2001. Poco dopo, Doni pagò con i propri soldi — 16.000 euro — per svincolarsi dalla Juventude e approdare alla corte di Spalletti. Inaugurò l'avventura romana come secondo, alle spalle di Curci. Nel derby del 23 ottobre 2005, l'allenatore giallorosso tuttavia schierò Doni dal primo minuto. La stracittadina terminò 1-1. Ma Doni divenne titolare inamovibile della Roma. «Abbiamo fatto il record di 11 vittorie, con me sempre in porta», diceva scherzando l'estremo difensore, dopo l'impresa compiuta dalla squadra. Sorride, Doni. Il portiere che crede sia «meglio essere attaccanti».